Nella transizione in atto dalla vela al vapore, la marina mercantile accusò un duplice disagio a causa anche della crisi agraria che negli anni ottanta aveva colpito il settore commerciale estendendosi a quello industriale. Da una parte essa smise di essere un’istituzione familiare. Di padre in figlio si esercitava l’industria della navigazione; a Procida, come in tutte le città del litorale, gli equipaggi si reclutavano fra la gente del luogo che aveva conoscenza e pratica di lunga dimestichezza con l’armatore e con il capitano; dall’altra, con l’applicazione del vapore, tutto questo mondo si avviava al tramonto perdendo definitivamente il carattere domestico. Cominciava una nuova era.
Profondi cambiamenti si verificavano a bordo delle navi e, in generale, tra la gente di mare; fecero la loro comparsa figure nuove con competenze e ruoli nuovi, in funzione di un aspetto tecnico prima inesistente nella navigazione a vela; l’uso del vapore appunto, il nuovo Leviatano!
La comparsa del vapore aveva tra l’altro introdotto un elemento di novità anche rispetto alla figura del capitano. Sul veliero questi svolgeva la sua autorità avendo la più assoluta competenza tecnica sulla nave; sul piroscafo, invece, non aveva alcuna o limitate competenze professionali sulle macchine. Di qui, non di rado, si creò a bordo delle navi una difficile convivenza tra le nuove figure e quelle tradizionali, soprattutto fra il macchinista e il capitano.
La rottura con la tradizione che si consumava in quegli anni, e che imponeva tra l’altro al personale marittimo la ricerca, anche faticosa, di una collocazione in una nuova marineria, fu vissuta con grave disagio dalla gente di mare. Per molti l’accesso a bordo in cerca di occupazione significò il modo fra i più economici per emigrare, come attesta l’elevato numero di diserzioni denunciate tra il 1878 e il 1896.
Nel corso di pochi decenni a cavallo del Novecento, altri cambiamenti si verificarono: da un lato la diminuzione del personale di coperta, dall’altro l’aumento del personale di macchina: in primo luogo il macchinista, poi il fuochista, il carbonaio, l’ingrassatore e così via. |