COMMENTO
CURRICULUM LAVORATIVO – Le D.P.L. (Direzioni Provinciali del Lavoro) non stanno facendo alcuno sforzo per risalire alla vita lavorativa del marittimo e le loro risposte alle nostre richieste sono diverse da Provincia a Provincia. A Napoli non hanno fatto altro che inviare all’IPSEMA l’estratto di matricola presentato dal marittimo vidimandolo senza aver fatto alcuna indagine preventiva. Tale procedura non ha sortito alcun effetto poiché l’IPSEMA ha ritenuto che il solo estratto di matricola vidimato da solo non fosse sufficiente per il rilascio della certificazione. Ho fatto notare al Dott. Cariola che è illusorio sperare che che le D.P.L. rilascino i curriculum lavorativi; la risposta è stata che questa mia affermazione era troppo pessimistica. Spero che il dirigente del CIV abbia ragione, anche se resto della mia idea. Forse si potrebbero citare in giudizio le D.P.L. allo scopo di indurle a darci una risposta definitiva sulla fattibilità dell’applicazione del D.M. del 27 ottobre 2004 e della successiva direttiva Sacconi. In caso di risposta negativa, a quel punto il Ministero del Lavoro non potrà fare altro che prendere atto della inapplicabilità della normativa in questione . A tal proposito sarebbe utile, al fine della formazione del curriculum lavorativo, utilizzare la mappatura effettuata sulle navi fino al 1994 ai sensi del DM del Ministero della Sanità del 20 agosto 1999. La localizzazione e identificazione dell'amianto a bordo delle navi dei materiali contenenti amianto nonchè gli interventi di bonifica effettuati successivamente a tale mappatura, contribuirebbero ancor più di qualsiasi certificazione, alla determinazione del lavoro svolto dai marittimi a contatto diretto con l'amianto
STUDI INSEAN E UNIVERSITA’ DI TOR VERGATA – Che il personale di macchina sia quello maggiormente esposto al rischio di contrarre malattie asbesto-correlate è indubbio, ma ciò non toglie che l’esposizione ambientale e quella indiretta possano rappresentare sicuramente un rischio (occorre ricordare sempre, che una sola fibra di amianto può causare il mesotelioma pleurico ed un numero altissimo di patologie oncologiche asbesto-correlate). Questi studi sono stati fatti con dati parziali e non hanno elementi per affermare che la concentrazione di fibre sulle navi costruite negli anni ’70 e ‘80 fosse così bassa poiché in quegli anni non venivano effettuate misurazioni. I 2 studi asseriscono che solo per il personale di macchina il rischio di contrarre malattie asbesto correlate è tale da giustificare il riconoscimento dei benefici previdenziali; in particolare lo studio INSEAN rileva che solo nel caso di interventi su coibentazioni in amianto il valore di ff/lt è superiore di diversi ordini di grandezza alla soglia minima. Considerando che tali interventi non sono stati fatti per otto ore al giorno per un periodo di dieci anni si arriva alla conclusione che i molti casi di malattie asbesto correlate che hanno colpito questi marittimi sono state causate da una concentrazione ben al di sotto della soglia delle 100 nff/lt. A questo punto, dunque, non si può escludere che anche il resto del personale che svolge la propria attività in luoghi diversi possa essere considerato come marittimo a rischio. La verità è che su questi argomenti non c’è alcuna certezza e le normative sono state fatte tenendo soprattutto conto dei fondi disponibili.
DISPARITA’ TRA NAVI BATTENTI BANDIERA ITALIANA E NAVI CON BANDIERA ESTERA – Questa diversità di trattamento tra marittimi imbarcati su navi italiane e quelli imbarcati su navi battente bandiera estera è iniqua per diverse ragioni.
Visto che l’Ente pagatore sarebbe l’INPS presso il quale tutti i marittimi senza distinzione hanno versato i propri contributi, non si capisce perché fare queste distinzioni.
Nei casi in cui l’Armatore proprietario della nave battente bandiera estera abbia versato volontariamente i contributi presso l’IPSEMA, i marittimi imbarcati su quella nave hanno gli stessi diritti dei colleghi imbarcati su navi italiane.
Prima che le pratiche dei marittimi venissero trasferite all’IPSEMA, l’INAIL aveva il compito di accertamento dell’esposizione anche per i lavoratori non coperti da assicurazione obbligatoria gestita da tale Istituto, pertanto non si capisce perché l’IPSEMA non possa fare altrettanto per i marittimi in toto.
Il Forum è terminato con l’invito ai sindacati ad ulteriori incontri per trovare una linea comune intesa ad indurre il governo ad emanare un’ulteriore circolare che consideri l’estratto matricolare come curriculum lavorativo.
Antonio Lubrano Lavadera
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