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Amianto
 
Forum PA 2010
 

Lunedi 17 maggio, nell’ambito del Forum PA 2010 tenutosi presso la nuova fiera di Roma dal 17 al 20 maggio, l’IPSEMA ha presentato le linee guida per l’accertamento dell’esposizione all’amianto dei marittimi. IL Circolo Capitani e l'Associazione VASCampania per la Campagna "BASTAMIANTO" hanno partecipato al Forum.

Il relatore (Dott. Agatino Cariola), dopo un breve excursus storico della normativa sull’amianto dei marittimi, si è soffermato sulle difficoltà incontrate da questi ultimi nell’ottenere il riconoscimento dei benefici previdenziali dopo la pubblicazione del D.M. del 27 ottobre 2004 che subordinava la certificazione dell’avvenuta esposizione alla presentazione del curriculum lavorativo che né gli armatori né le Direzioni Provinciali del Lavoro rilasciano. Poiché neanche la direttiva Sacconi è riuscita a risolvere il problema, il CIV ha sollecitato più volte il Governo affinchè recepisca le indicazioni fornite dal Parlamento che invitava l’esecutivo ad emanare un’ulteriore circolare che consentisse ai marittimi di sostituire il curriculum lavorativo con l’estratto matricolare. Il Dott. Cariola ha accennato anche ad incontri avuti con le Direzioni Provinciali del Lavoro tesi a sollecitare l’applicazione di quanto previsto sia dal D.M. del 27 ottobre 2004 che dal decreto Sacconi.

Poiché tuttora nessuna di queste richieste è stata accolta, l’IPSEMA si è preoccupata di formulare alle proprie sedi delle linee guida per l’accertamento dell’esposizione per le domande complete di curriculum, in attesa che per le altre si giunga ad una chiarificazione definitiva. Queste linee guida si rifanno a due studi sull’esposizione all’amianto nel settore marittimo commissionati all’INSEAN e all’Università di Tor Vergata e presentati il 2 ottobre scorso a Taormina nell’ambito del WAC 2009.

STUDIO INSEAN – Rifacendosi ai pochi dati messi a disposizione dalla letteratura, l’INSEAN divide l’esposizione in tre tipi: ambientale, indiretta e diretta. La prima è quella che si riferisce a tutti gli ambienti della nave quando in nessuno di essi c’è un intervento diretto di membri dell’equipaggio sul minerale in questione. Questo tipo di esposizione è valutata intorno alle 2 ff/litro.

Il secondo tipo di esposizione si riferisce alle fibre prodotte da un’attività su materiali in amianto e diffuse in altri locali attraverso le condotte di ventilazione. La valutazione dell’esposizione indiretta è praticamente parificata a quella ambientale.

L’esposizione diretta si riferisce al personale che per le loro mansioni intervengono direttamente per riparazioni o altro su coibentazioni in amianto. In questo caso la quantità di fibre che si disperde nell’aria circostante raggiunge un livello ben superiore alle 100 ff/litro.

Le conclusioni di questo studio sono che solo l’esposizione diretta è superiore al valore limite delle 100 ff/litro ed individua nel personale di macchina, elettricisti e carpentieri le qualifiche che possono essere considerate esposte.

STUDIO UNIVERSITA’ DI TOR VERGATA - Rifacendosi a dati relativi ai principali studi radiologici e clinico-epidemiologici disponibili in letteratura, giunge alle stesse conclusioni dell’INSEAN affermando che solo per il personale addetto alle macchine vi è un effettivo aumento del rischio di contrarre malattie asbesto correlate.

Sulla base di queste risultanze l’IPSEMA certificherà l’avvenuta esposizione solo al personale di macchina, escludendo tutte le altre categorie. Inoltre saranno presi in considerazione solo gli imbarchi effettuati su navi battenti bandiera italiana per le quali è obbligatoria l’assicurazione presso l’IPSEMA, mentre per le navi battenti bandiera estera è volontaria. Verranno rilasciate certificazioni anche per un periodo inferiore ai dieci anni che potranno essere integrate da eventuali altre certificazioni ottenute per lavori diversi da quello marittimo. Per quanto riguarda le domande fatte dai marittimi colpiti da malattie asbesto-correlate già riconosciute dall’IPSEMA godranno una trattazione su corsia preferenziale. Poiché le domande fatte da alcuni marittimi procidani ad oggi non son riuscite a trovare questa famosa “corsia preferenziale” e purtroppo alcuni degli interessati sono nel frattempo deceduti, abbiamo chiesto quale debba essere la procedura da seguire per ottenere la certificazione. Ci è stato risposto che il richiedente o un suo erede legittimo (e non altri per questione di privacy) deve recarsi presso la sede dell’IPSEMA competente con l’attestato rilasciato dall’Istituto stesso all’atto del riconoscimento della malattia come eziologicamente connessa con l’esposizione all’amianto e richiedere che l’istruttoria della sua domanda venga conclusa al più presto.

 

Si riportano di seguito i link dei due studi in versione integrale
- INSEAN
- Tor Vergata

 

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